VALERIANA

valeriana insonniaLa valeriana è indicata per il trattamento di lievi disturbi dell’ansia e per l’insonnia non di natura psichiatrica.

VALERIANA – Valeriana officinalis L. – VALERIAN

Tali indicazioni sono riportate nelle diverse monografie (Commissione E 1990, ESCOP 1997, WHO 1999, EMA 2006) e Farmacopee e, in aggiunta, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha suggerito la valeriana come un’alternativa alle benzodiazepine (WHO 1999). Negli studi clinici la droga ha infatti manifestato azione sedativa, ipnoinducente, ansiolitica e anticonvulsivante e, secondariamente, è risultata di supporto in presenza di agitazione motoria, di dolori cardiaci di origine nervosa e di cefalee e un utile antispasmodico negli spasmi gastrici e colici. Dall’evidenza clinica si conferma quindi l’utilizzo della valeriana come sedativo del SNC nell’insonnia da surmenage nervoso ed intellettuale, in particolare risulta utile come induttore del sonno quando si manifesta una certa difficoltà di addormentamento. Si è inoltre evidenziato che l’efficacia della valeriana è subordinata a un periodo di latenza di circa due settimane prima che la sua azione terapeutica si manifesti. La monografia EMA (2006) della Valeriana officinalis L. radix oltre alle indicazioni tradizionali  (Traditional Use), riporta il Well Established Use dell’estratto secco preparato con etanolo dal 40 al 70 % (V/V).

COMMERCIALIZZAZIONE*

  • Farmaci o galenici
  • Integratore alimentare
  • Cosmetici

PREPARAZIONI

  • Droga essiccata per tisana
  • Succo espresso dalla radice fresca per uso orale
  • Estratto secco titolato in acidi valerenici anche in associazione con altre piante in capsule o compresse
  • Estratto fluido anche in associazione con altre piante in capsule o compresse o sciroppi o soluzioni per uso orale
  • Tintura anche in associazione con altre piante in gocce, sciroppi o soluzioni per uso orale
  • Olio di valeriana per uso orale

EFFETTI COLLATERALI

  • Sono stati segnalati alcuni disturbi gastrointestinali come nausea e vomito
  • I soggetti che assumono la Valeriana per lungo tempo possono accusare, seppure raramente, cefalea, disturbi gastrointestinali, irrequietezza, sonnolenza diurna e difficoltà al risveglio al mattino.
  • L’assunzione di Valeriana può produrre una lieve riduzione dell’attenzione e della concentrazione

CONTROINDICAZIONI E AVVERTENZE

  • In gravidanza  e allattamento
  • Bambini al di sotto dei 12 anni
  • Ipersensibilità o allergie verso uno o più componenti
  • Periodo pre-operatorio
  • Riduce la capacità di guida e di utilizzo dei macchinari

INTERAZIONI FRA LA DROGA E I FARMACI

  • Barbiturici e benzodiazepine: incremento depressione SNC
  • Analgesici oppioidi: aumento effetto sedativo dei farmaci con il rischio di depressione respiratoria
  • Alcol: rapido aumento della sedazione ma di moderata entità
  • Loperamide: associazione con valeriana può dare delirio con confusione, agitazione e disorientamento
  • Agenti epatotossici: aumento epatotossicità. In particolare si deve evitare l’associazione con alcune piante come scutellaria, Larrea tridentata, Symphytum x uplandicum, Tussilago fanfara, Teucrium chamaedrys, jin bu huan, Piper methysticum, Mentha pulegium, Hedeoma pulegoides, Petasites japonicus
  • In vitro la valeriana sembrerebbe in grado di inibire, in maniera variabile da lieve a moderata (35-88%), l’isoforma CYP3A4 del citocromo P450. A livello clinico però non si sono evidenziate interazioni significative tra la valeriana e i farmaci metabolizzati da CYP 2D6, CYP 3A4/5, CYP 1A2 or CYP 2E1.
  • Antidepressivi, litio, inibitori delle MAO, rilassanti muscolo scheletrici: possibile interazione che richiedono di consultare il medico per monitorare la situazione

*Con il termine COMMERCIALIZZAZIONE si intende la commercializzazione potenziale come stato membro dell’unione europea. Per quanto riguarda la voce “Farmaci o galenici” ci si riferisce alle monografie della Commision E, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO, World Health Organization), dell’European Scientific Cooperative On Phytotherapy (ESCOP) e dell’EMA (Europea Medicine Agency) e alla presenza nelle Farmacopee di tutti i paesi del mondo. Le voci sottolineate indicano l’effettiva presenza della pianta nei diversi prodotti commercializzati in Italia al momento della presentazione  della monografia (02/2015)

BIBLIOGRAFIA

  • AA.VV. “OMS: Monografie di Piante Medicinali Volume 1”. Ed. Società Italiana di Fitoterapia, Siena, 2002.
  • Blumenthal M, Busse WR, Goldberg A, Gruenwald J, Hall T, Riggins CW, et al. editors. The complete. German commission E monographs. American Botanical Council, Austin, Texas 1998
  • Blumenthal M, Goldberg A, Brinckmann J. editors. Herbal medicine Expanded Commission E monographs: The American Botanical Council. Austin, Texas 2000
  • Capasso F., Grandolini G., Izzo A.A. Fitoterapia-Impiego razionale delle droghe vegetali. Ed.Springer, 2006.
  • European Scientific Cooperative On Phytotherapy. Monografie ESCOP: le basi scientifiche dei prodotti fitoterapici. Planta medica, 2006.
  • Fabio Fiorenzuoli. “Interazione tra erbe, alimenti e farmaci”. Ed. Tecniche Nuove 2008
  • http://www.ema.europa.eu/ema/
  • http://www.fitovigilanza.it/
  • Immagine 2:  © Christian Fischer [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons; Wikipedia

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